Cassazione assolve l'uomo che filmava la vicina di casa nuda

La Cassazione con sentenza n. 372/19 ha chiarito che non si configurano interferenze illecite nella vita privata per chi fotografa o riprende il vicino di casa in déshabillé, qualora quest’ultimo non disponesse di tende. È accaduto a Varese ad un uomo di 37 anni, il quale era stato denunciato e trascinato in tribunale dopo essere stato sorpreso a spiare la sua vicina mentre usciva nuda dalla doccia.

L’ASSOLUZIONE

La Suprema Corte ha assolto l’uomo, ritenendo che lo stesso abbia utilizzato uno smartphone, ormai strumento quotidiano di uso in pubblico, e non microcamere o congegni simili per filmare la donna. Stando alle parole dei giudici costituzionalisti, la donna sarebbe uscita nuda dalla doccia pur sapendo che la propria abitazione era sprovvista di finestre adatte a coprire la visuale. Doveva, quindi, essere consapevole del rischio di essere vista da qualcuno.

Antonello Soro, presidente dell’autorità garante per la protezione dei dati personali, ha dichiarato che viene meno «la sussistenza del reato rispetto a scene, pur svoltesi in luoghi di privata dimora, ma liberamente osservabili senza ricorrere a particolari accorgimenti - tuttavia, procede - la norma (o quantomeno la sua interpretazione) andrebbe ripensata, anche alla luce delle potenzialità delle nuove tecnologie e del conseguente bisogno di anticipare la soglia di tutela della privacy».

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