Diritto alla riservatezza tra genitori e figli? Cosa dice la legge

Diritto alla riservatezza tra genitori e figli? Cosa dice la legge

 

Può un genitore guardare le conversazioni Whatsapp del proprio figlio, senza il suo consenso? Facciamo chiarezza

Al giorno d’oggi i social e le app di messaggistica istantanea sono il pane quotidiano dei nostri figli.
Diventa ancora più complessa la posizione di un genitore nei confronti di un figlio minore, avendo l’obbligo di educarlo e controllarlo, per evitare che quest’ultimo viene coinvolto in situazioni spiacevoli delle quali ne avrebbe poi la responsabilità. 

Esiste ancora una privacy tra genitori e figli? Può un figlio difendersi, quando vede il genitore sbirciare le proprie conversazioni sui social o su whatsapp.
A questa importante domanda cerchiamo di dare una risposta chiarendo alcuni aspetti.



Cosa dice la legge?

Già dall’approvazione del GDPR nel 2016 e dall’avvento di MSN, Facebook, WhatsApp e via via tutte le altre, il tema ha assunto sempre maggiore importanza per i genitori.

Sul tema i giudici si sono già espressi diverse volte:

Sentenza della Cassazione n. 19069 del 05/09/2006;
si afferma il principio secondo cui alla libertà di espressione, fa da contraltare il fatto che i minori sono soggetti deboli. Pertanto necessitando di una particolare tutela, non avendo una maturità mentale tale da poter agire con giudizio, è necessario un controllo ex ante.

Sentenza del tribunale di Teramo del 2012 e del tribunale di Parma n. 628/2020; Le toghe hanno ritenuto legittimi i controlli dei genitori sugli smartphone dei propri figli minori, sulle app in essi contenute e persino sulla possibilità di applicare dei “filtri” ai contenuti scaricabili e/o visibili.

Il principio alla base di queste sentenze è l’obbligo per i genitori di educarli e controllarli, anche per evitare di essere coinvolti in situazioni spiacevoli, avendone loro la responsabilità su di loro.
Se ciò non avvenisse infatti, lo stesso genitore potrebbe essere ritenuto responsabile di una scarsa attenzione nei confronti della prole, con possibile responsabilità risarcitoria in danni.
 

L'Europa prende posizione e lancia il Progetto DCDS 

Per evitare un uso distorto del web, da parte dei minori l'Europa ha lanciato il progetto DCDS-Digital Competences Development System che si è posto l'obiettivo di fornire competenze digitali alla popolazione adulta poco incline ad utilizzare queste nuove tecnologie. Questo per facilitare  la sicurezza propria e dei minori.
 

Controllo minori, tra i nostri servizi più richiesti

Una tra le tipologie più richieste di indagini investigativa è quella del controllo dei giovani. Queste indagini aiutano il genitore a conoscere meglio la vita dei propri figli minori, le persone che frequentano ed i rischi in cui potrebbero incorrere.
 


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